Spedii questa lettera nell'intermezzo di giugno ad una rivista di cinema e televisione, con l'intento di partecipare ad un dibattito che nella rubrica riservata ai lettori proseguiva da un po’ di tempo. Un responsabile di Sky rispose sulla medesima rivista, schiarendo solo qualche dubbio, senza però riuscire a giustificare alcuni cambiamenti avvenuti nell'emittente satellitare. Da quel giorno non sono più state pubblicate ne lettere e tantomeno lamentele riguardo a Sky.
“Sky. Ti sorprende sempre!” Gli si può dare torto? Il servizio che avrebbe dovuto rivoluzionare la tv in qualità ed onestà sta ormai tralasciando tale proposito, visto il notevole risultato raggiunto nel novembre 2007 con la prima chiusura del bilancio in attivo. A partire da quella data di cose ne sono cambiate, eccome: trasformazione del formato base dei film del pacchetto cinema dal 4:3 al 16:9, pubblicità invasiva sia nei titoli di coda che durante le partite e la chiusura dell’ottimo canale Studio Universal.
Tramutare il formato dei canali è stata una scelta impulsiva, non considerando la condizione dei suoi abbonati; era più sensato fare un sondaggio e gradualmente applicare tale trasformazione. L’opzione riparatoria di adeguare il formato dei nostri televisori ha penalizzato alcuni film, visualizzandoli con una cornice nera tipo “televisore” nel “televisore”, effetto terribile quanto questo termine! Secondo me, per risolvere tale problema, sarebbe bastato mutare il canale “Sky cinema 16:9” in “4:3” e non sovvertirlo nell’ignobile “Hits”. All’inizio erano schematizzati per orientare lo spettatore a scegliere un genere in base al nome del canale, ma la rivoluzione non a risparmiato nulla: “Sky cinema autore” diventa “Mania” e perde in qualità, “16:9” in “Hits” e il significato sfuma definitivamente.
Registrare un film in prima serata, soprattutto per gli avidi collezionisti di film in cassetta come me, è sempre stata una continua rassegnazione per l’irrompere della pubblicità sui titoli di coda. Questo fatto ammetto che non è nuovo ma si è propagato come una malattia, ormai lo fanno tutte le emittenti e addirittura mamma Rai che propina messaggi durante (ripeto durante) la messa in onda di film e telefilm. Per non parlare poi delle partite, neanche loro si salvano. Sky riesce ad imbucare spot veloci durante l’incontro annichilendo il suono della diretta e sovrastarlo con ronzii, scampanellii vari per attrarre la tua attenzione. Ma gli organi istituiti in difesa del consumatore che cosa fanno?
“I love Studio Universal!”. Sky con il passare del tempo ha sempre modificato ed in meglio il proprio bouchet di canali; potevo capire “Duel” ma ad arrivare a sospendere (?) Studio Universal per far posto a MGM channel è un grosso sbaglio! Il nuovo canale ha esordito con una programmazione imbarazzante; quasi tutti film stagionati o al di sotto della sufficienza o dimenticati. Di Studio Universal non posso scordare la qualità delle sue rubriche, le interviste con i cineasti e le “3 cose” sul film introdotte nella pausa pubblicitaria (mi piaceva troppo!).
Tra le varie soluzioni (disdire l’abbonamento, girotondi davanti alla sede Sky!) c’è forse la remota possibilità di far nascere un dialogo diretto con l’abbonato e ascoltare e assecondare quanto basta il gusto della maggior parte degli utenti. L’operatore, oltre a proporre promozioni telefoniche, quanto gli costa chiedere all’abbonato un giudizio sulla condotta di Sky e informare gli alti vertici?
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